A TrentoDue
sono le cinte murarie principali che dalla romanità al XIX
secolo hanno circondato e difeso Trento; l'una romana -
imperiale, l'altra medievale. La prima era quadrangolare, la
seconda a < forma di cuore >, come lo vide
Michelangelo Mariani nella seconda metà del Seicento. La
città era sufficientemente protetta dalla natura dei
luoghi, stretto fra l'Adige e il Fèrsina, le falde
pedemontane rocciose che a settentrione scendevano a lambire
il fiume e guardata a occidente in sponda destra dal
castelliere del Doss Trento. La cinta urbica romana, a nord
dell'Adige, correva a mattina lungo l'abbattuto < fossato
del teatro > Piazza Cesare Battisti, piegava sul lato
meridionale, per via Oriola, attraversando Piazza Duomo.
Quindi sul lato di sera, fiancheggiava l'attuale via
Rosmini, attestandosi nuovamente all'Adige verso Torre
Vanga. Disegnava un quadrangolo quasi regolare di circa un
ettaro di superficie, lambito a nord dal fiume. Nelle mura
partite in cortine, si aprivano, quattro
porte. Soltanto di una di esse, la Veronensis, si conosce
l'esatta ubicazione ( Museo Diocesano Tridentino
). Una
seconda la < porta detta bresciana che conduce al ponte
> sull'Adige è menzionata dalla < passio > di
S.Vigilio. Durante gli scavi eseguiti ai piedi della Torre
di Piazza e del Palazzo Pretorio, nel 1929, nel 1961 - 1964 e
poi sistematicamente ripresi nel 1988 - 1989, sono venuti alla
luce gli elementi monumentali della Porta genuina
Veronensis. Era difesa da una torre poligonale ed era
adornata da sculture a ornati
classici.
Alla porta Veronensis giungeva da sud superato il
torrente Fèrsina, che la

proteggeva come un vallo naturale,
la strada Claudia Augusta
Padana. L'impianto ortogonale
dello spazio urbano rifletteva le linee naturali della
viabilità e, forse riceveva suggerimento in apparati
fortificati di recinzione più antiche. Il Cardo Maximus
seguiva induttivamente l'orientamento vario maggiore. Si
incrociava con il Decamanus Maxximus a occidente in
collegamento con la strada per il Garda e Brescia, sembra
presso l'attuale residenza municipale < Palazzo Thun
>. Le due grandi strade imperiali, l'una proveniente da
Ostiglia l'altra da Altinium, si univano in città, di dove
uscivano con un unico tracciato < Claudia Augusta
>
diretto nella Rezia. Stando ad un'altra ipotesi, la
congiunzione avviene a oriente della città murataverso la
collina delle Laste o di Muralta. Già allora Trento era,
quindi, la piazzaforte urbana di frontiera più
settentrionale d'Italia sul principale itinerario di <traffico > verticale europeo.
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