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TRENTO - LA CITTA MURATA right

A Trento

Nell' aprile del 1962 fu rinvenuto in fondo al vicolo dell'Adige, un consistente tratto di muro romano imperiale della cortina settentrionale che si attestava al fiume. E' spesso più di due metri, è costruito con pietre calcaree e grossi ciottoli porfirici tenuti assieme da un tenacissimo impasto di malta e calce. L'organizzazione della città quadrata sul fiume, la sua disposizione ambientale e il suo orientamento generale appaiono determinati dal pragmatismo militare pur nel quadro della tradizione e delle esperienze urbanistiche italiche. Lo schema urbano riferito alle particolarità ambientale geografica dei luoghi può ricordare l'Oppidium gallico di Vesontio, capitale dei Sequani, descritto da Giulio Cesare nel < De Bello Gallico >, l'attuale Besancon; il fiume Dubis < Doubs , affluente del Saone >, la contornava difendendolo e formando con il monte, la cittadella; cinto da un muro < castelliere >, un'unità fortificata caratteristica.

La supposta cinta Medievale

L'assetto urbanistico della città antica in connessione con l'Adige e il Doss Trento fu immediatamente compromesso dalla rettifica Ottocentesca del fiume. Gli scavi condotti nella seconda metà del secolo scorso a PiediCastello, nel piano alluvionale tra Adige e Doss Trento che accoglie la chiesa di S.Apollinare, i resti dell'Abbazzia Benedettina e, parte del Borgo, hanno accertato la presenza di uno spazio recintato da un grosso muro quadrangolare che si saldava alle pareti sud orientali del castelliere. Si tratterebbe delle opere di difesa fabbricate nei primi anni del VI secolo dai trentini su ordine di Teodorico re dei Goti, usufruendo del materiale tolto dalle vecchie strutture romane, in previsione di un assalto barbarico, al tempo del recupero del Doss Trento quale castelliere di rifugio. La presenza di elementi fortificati medievali a PiediCastello prima del taglio dell'Adige, è osservabile nell'acquerello dipinto da Albert Durer circa il maggio 1495 nel suo viaggio di ritorno da Venezia, conservato al Museum Fur Kunst Und Landersgeschichte di Hannover. E' documentato inoltre nella Tavola del Cristo in Pietà del 1517, patrimonio della Chiesa di S.Apollinare e, in successive figurazioni pittoriche. Secondo la storiografia tradizionale, il lato meridionale della cinta romana, sarebbe stato spostato all'altezza dell'attuale via S.Trinità con conseguente allontanamento dell'alveo del Fèrsina.

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Antonio@Enio