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Torre Vanga

 

 

 

 

 

TRENTO - TORRE VANGA right

A Trento

La Torre Vanga < che porta il nome della nobile famiglia dei Vanga, che nel XII secolo l'aveva in feudo > o Torre Rossa < dal vivo colore dei mattoni dell'affusto > è per maestà, dimensioni, bellezza e importanza la terza torre di Trento dopo il Mastio Cilindrico del castello del Buonconsiglio e la Torre di Piazza. Certamente è il più interessante complesso medievale fortificato urbano superstite, eretto nel XII secolo con finalità strategico difensive. Era il raccordo - baluardo occidentale della cortina murata che veniva dalla porta - torre di S.Margherita, irta di torricelle mediane, e l'allineamento di case e case - forti che costeggiava l'Adige andando a saldarsi alla Torre Verde. Presidiava la Porta Urbica sulla via per Brescia ( il Garda e le Giudicarie ) e il ponte sull'Adige che collegava la città al monastero di S.Lorenzo e al Borgo PiediCastello. Verso la contrada Longa ( attuale via Roma - Manci ) c'era uno sbarramento minore, detto la Portèla. Filtrava il passaggio al cuore della città. Più oltre, sulla riva sinistra del fiume in un piccolo e robusto edificio medievale tutto di pietra, era stabilita la sede degli ufficiali addetti al controlo della navigazione. Di notte veniva tesa sull'Adige, tra la città e l'apprestamento murato della sponda opposta, una catena sostenuta da alcuni pali emergenti. La Torre Vanga si trovava, quindi, al centro di 

tali dispositivi di sorveglianza e di sicurezza. L'austero, potente edificio articolato su 7 piani, poggia su di un basamento di conci di calcare bianco contro il quale fluivano le acque dell'Adige prima della deviazione del 1858. A tale scopo, gli ignoti architetti del XII secolo concepirono la muraglia di settentrione a due lati disuguali si da formare uno sperone ad angolo ottuso. Perciò, fino af una certa altezza, l'affusto ha forme pentagonali. Tale particolarità costruttiva fu verso la fine del XVI secolo posta in evidenza da Innocenzo a Prato, che descrive la Torre Vanga o Torre del Ponte, grande e quadrata sebbene abbia cinque lati. Di poi, l'angolo è assorbito, gradatamente dal prato di mattoni perfettamente quadrangolare. Il coronamento è merlato < alla Ghibellina >. Nasconde il tetto ad una falda del quale, sulla facciata nord si osserva la linea dei fori di gronda. Le finestre quadrangolari, cornici di calcare bianco, doppia inferriata, corrispondono ai primi quattro piani voltati nell'ottocento. Le finestre a pieno sesto, ghiera di cotto, del sesto piano, le feritoie a spacco, l'aerea porticina del secondo piano, fronte ovest, a ghiera di cotto, inserita cromaticamente nel passaggio tra l'affusto di pietra e quello di mattoni, si riferiscono alla costruzione medievale. Così dicasi della bifora del primo piano. L'ingresso della torre era protetto da una struttura murata che contornava l'augusta corte. Poggiava sulla spalla del ponte.C'è da chiedersi se l'aerea porticina di cui sopra non fosse in comunicazione diretta con l'apprestamento murato della porta urbica all'inizio del ponte, verso la città. Il rivellino poggiava infatti sulla spalla sud del ponte. Era sostenuto da quattro potenti arconi di pietra proprio a ridosso della Porta di S.Lorenzo o Porta Bresciana. Dalla parte opposta il ponte era guardato da una torretta e un muro merlato. La strada si svolgeva fra questi apparati difensivi e la cinta del monastero benedettino poi domenicano. Le finestre quadrate, a doppia inferriata furono aperte verso il 1810, quando la torre fu dal Governo Italico destinata a prigione criminale. Il ricordo delle carceri e dei carcerati è discretamente vivo. I davanzali di pietra sono minutamente graffiti con nomi e cognomi e anni di pena. Il terzo piano è particolarmrnte eloquente. Sopra la porta della divisoria è dipinta la Madonna Addolorata con le sette spade nel seno e due santi a lato. Attualmente la torra risulta imbragata e in ristrutturazione minuziosa con lavori di risistemazione su tutta la sua superfice esterna.Verrà quanto prima aperta ai turisti per permettere anche una visione di Trento dall'alto.

 

 
  

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Antonio@Enio